Le origini

La Storia del Gatto

primi esemplari  di gatto li troviamo in Egitto. Siamo nel 2600 a.C. e questo felino era considerato sacro, coccolato, nonché nutrito con cibi raffinati. Fu consacrato prima alla dea Iside, e successivamente alla dea Bast, che nei dipinti rinvenuti viene raffigurata con il corpo da donna e la testa da gatto. Era venerato al punto che chi uccideva un gatto era punito con la pena di morte. Quando un gatto moriva, veniva imbalsamato e sepolto. Nel 1850 fu scoperto un cimitero nella città di Bubastis con oltre 3000 mummie feline.

Il gatto si diffuse anche presso i Greci e i Romani, che in seguito si sviluppò in Europa, dando origine alla razza dell'Europeo, e nei paesi arabi dove sostituì il cavallo.
Il Medioevo fu il periodo più brutto per il gatto poichè le sue particolari caratteristiche vennero considerate demoniache; la superstizione, soprattutto per il gatto nero, di impersonificare Belzebù, lo identificarono come il porta sfortuna.
Venne perseguitato insieme alle donne che osservate come streghe e nella notte di San Giovanni, vennero bruciati vivi centinaia di gatti e di donne accusate di stregoneria.

Secondo alcuni, l'uomo pagò questo rifiuto e questa violenza verso i gatti con il diffondersi della peste, aiutata dal fatto che i topi avevano vita facile.
Il gatto ricominciò ad essere apprezzato come animale da compagnia, e nel 1871, venne organizzata la prima esposizione.
Recentemente nell'isola di Cipro è stato rinvenuto uno scheletro di gatto che risalirebbe all'8000 - 8300 a.C., che dimostrerebbe le origini ancora più antiche di questo animale felino.